100 giorni dall’arresto di Idil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia

Sono passati 100 giorni da quando Idil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia, è stata arrestata il 5 luglio insieme ad altri sette difensori dei diritti umani e due formatori, impegnati nel denunciare il deterioramento dei diritti fondamentali e della libertà di stampa.

La polizia ha fatto irruzione durante un corso sulla sicurezza informatica che si svolgeva sull’isola di Buyukada, al largo di Istanbul e da sempre nota per essere uno dei luoghi prediletti dalle minoranze religiose e poco simpatizzanti di Erdogan e del suo Akp, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo che guida il Paese dal 2002.

In Turchia il clima di sospetto e repressione hanno toccato vette mai viste prima. Secondo gli ultimi dati ufficiali, diffusi dal ministero della Giustizia lo scorso 30 maggio, in questo momento ci sono oltre 154mila persone in stato di arresto e circa 50mila detenute. Per tutte l’accusa è di fare parte di Feto, il network terroristico di Fethullah Gulen. Fra i 50mila in carcere ci sono circa 2400 giudici, 6900 militari (fra cui 167 generali), 8800 poliziotti, 144 giornalisti e 23 prefetti.

A questi, poi, bisogna aggiungere le 138mila persone che hanno perso il loro posto di lavoro, soprattutto professori, docenti universitari e impiegati statali e le circa 50mila persone a cui è stato tolto il passaporto per impedire di espatriare.

Fonti: http://www.lastampa.it

 

No comments.

Leave a Reply


− 2 = 2