#20MaggioSenzaMuri: Milano, città aperta

#20maggiosenzamuriE’ successo! Milano, medaglia d’oro della Resistenza, si è dimostrata per quello che è, una città aperta e multietnica. Per alcuni è stata una scoperta, per altri una conferma. Percorrere il corteo 20MaggioSenzaMuri, è stato come fare il giro del mondo.
I volti delle decine di migliaia di persone, che ieri hanno sfilato in una marcia festosa, hanno raccontato una realtà molto diversa da chi vorrebbe relegare Milano in un clima di paura e diffidenza.

La musica, le danze, gli striscioni, le tante comunità che qui hanno trovato una nuova casa, sono riusciti a zittire, almeno per un giorno, certa politica che non sa e non vuole fare i conti con l’evidenza.
Le parole di Salvini e Maroni, i rastrellamenti in Stazione Centrale, il decreto Minniti-Orlando sull’ immigrazione, le accuse alle ong che nel Mediterraneo soccorrono i barconi in avaria carichi di disperati, ieri hanno trovato una risposta energica e multiforme.

amnesty 20magggiosenzamuriNata sull’onda di una analoga mobilitazione, promossa a Barcellona dalla sindaca Ada Colau, la manifestazione milanese, organizzata dal comune di Milano e dall’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, ha trovato l’adesione, tra i moltissimi, di ANPI, Legambiente, Arci, Emergency, insieme a quella di Amnesty International con la sua campagna #IWelcome, che chiede condizioni di accoglienza dignitose e umane per migranti e rifugiati.

Dal palco, allestito in piazza del Cannone, un cannone caricato di umanità e condivisione, si sono alternate le parole del sindaco Giuseppe Sala, del presidente del Senato Paolo Grasso, di Emma Bonino, di Don Virginio Colmegna, per raccontare insieme la diversità come risorsa e per dire che l’immigrazione non può essere gestita come un problema di sicurezza nazionale.

Dopo questa giornata Milano si è svegliata un po’ più consapevole. Il sole è caldo, il cielo limpido, di quell’ azzurro meneghino che tra un grattacielo e l’altro lascia le montagne in bella vista, e nell’aria sembra echeggiare ancora lo slogan, tante volte scandito ieri, #NoOneIsIllegal.
E’ veromigranti, come ha ricordato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food,“Il difficile è ancora tutto davanti, i tempi che ci attendono, le sfide sono enormi”, perché la marcia ha raccontato una realtà che deve fare i conti con i tanti trincerati dietro a razzismo e indifferenza e che tacciano di buonismo chi ieri ha manifestato.
Un’ altro mondo è possibile ma bisogna costruirlo. Non si tratta di buonismo, non vuol dire dover scegliere se stare dalla parte dei migranti o da quella delle forze dell’ordine, o di dover rinunciare ad una qualsivoglia supposta identità, l’unica vera sfida è assicurare a tutti il diritto alla dignità.

facce da 20maggiosenzamuriLa strada è lunga ma ieri abbiamo fatto un passo avanti, che ha generato nuova forza, quella che ho sentito nella voce della giovane Sara, di origine egiziana, attivista dell’associazione umanitaria, Islamic Relief, stupita per i tanti italiani in corteo, “vedere così tanta gente mi fa dire che allora c’è ancora speranza nell’umanità”.

Micol Barba

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