9 maggio 1978: in ricordo di Giuseppe Impastato ed Aldo Moro

Il 9 maggio del 1978 Giuseppe Impastato ed Aldo Moro furono uccisi l’uno da mano mafiosa e l’altro dalle Brigate Rosse.

Giuseppe Impastato, è stato un giornalista e attivista siciliano, ucciso per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti a Cinisi, luogo in cui era nato e dal quale era stato allontanato dopo essersi discostato dai legami mafiosi perpetuati dal padre, Luigi Impastato.

I mezzi d’informazione, le forze dell’ordine e la magistratura parlarono di un’azione terroristica in cui l’attentatore era rimasto ucciso. Solo la determinazione della madre di Peppino, Felicia, e del fratello, fece emergere la matrice mafiosa dell’omicidio, riconosciuta nel maggio del 1984 anche dall’ufficio istruzione del tribunale di Palermo.
Nel 1994 il Centro di documentazione dedicato a Peppino Impastato presentò la richiesta di riapertura del caso, archiviato nel 1992 a causa della difficoltà di trovare un nome ai colpevoli.
Nel 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo,  il nuovo collaboratore di giustizia, affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, Badalamenti fu indicato come il mandante dell’omicidio insieme al suo braccio destro Vito Palazzolo, e l’inchiesta fu formalmente riaperta.
Il 5 marzo 2001 la corte d’assise di Palermo condannò Vito Palazzolo a 30 anni di carcere per l’omicidio di Giuseppe Impastato.
L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti fu condannato all’ergastolo per essere il mandante di quell’omicidio.
Palazzolo e Badalamenti sono morti in carcere.

A 40 anni dall’uccisione mafiosa, avvenuta il 9 maggio 1978, di Peppino Impastato, si vuole passare il testimone “coinvolgendo un’intera generazione con il suo messaggio, che – spiega il fratello Giovanni – non è stato solo di impegno civile e di lotta politica, ma anche un messaggio educativo per tutti i giovani che vogliono ancora cambiare il mondo”. Per questo Casa memoria Peppino e Felicia Impastato sta lavorando quotidianamente con tantissime scuole raccontando la storia di Peppino e ascoltando la voce di molti allievi e allieve di ogni età.

Il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro era invece stato rapito 55 giorni prima dalle Brigate Rosse.
“Aldo Moro aveva una straordinaria sensibilità per ciò che si muoveva all’interno della società. Per le nuove domande, per le speranze dei giovani, per i bisogni inediti che la modernità metteva in luce.” ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia in Quirinale dedicata alla Giornata in memoria delle vittime del terrorismo.
“Oggi è giorno di memoria e di solidarietà. Memoria di chi ha pagato con la vita la crudeltà del terrorismo, di chi ha servito le istituzioni e la nostra società, non cedendo al ricatto e alla paura, di chi ha tenuto alta la dignità, divenendo testimone della libertà di ciascuno di noi.”

Fonti: https://www.internazionale.it/
http://www.repubblica.it/
https://www.corriere.it/

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