Bologna: un richiamo all’indifferenza, to change everything we need everyone

Si colora di giallo la città romagnola di Bologna, in occasione della mobilitazione nazionale di Amnesty International Italia e della sua XXXIV assemblea generale.

Con Piazza MaggiPiazza Maggiore, Bologna, Amnesty Internationalore come cornice, più di 300 attivisti sono stati protagonisti di un meraviglioso quadro arricchito da 500 rose gialle e più di 100 cartelloni. Con l’aiuto di Mikrokosmos, il coro multietnico della città, sulle note di “Nel Blu dipinto di Blu” di Domenico Modugno, soci e attivisti hanno rallegrato il sabato pomeriggio di turisti e abitanti bolognesi.

Un flash mob ridente e brioso, che lancia a tutta Bologna, e a tutta l’Italia, un messaggio non troppo scontato: “PER CAMBIARE TUTTO ABBIAMO BISOGNO DI TUTTI”.

In un mondo sopraffatto dalla superficialità e dall’egoismo, inconsapevole o forse solo incurante delle violazioni dei diritti umani che ancora oggi si verificano in molti paesi del mondo, la sezione italiana e tutto il movimento internazionale invitano alla solidarietà. Quello di Amnesty lanciato a Bologna, non è solo un invito a unirsi alla grande famiglia gialla, ma soprattutto un richiamo a prendere consapevolezza della realtà e del tempo in cui viviamo, per comprendere che non possiamo star fermi a guardare il modo in cui ci stiamo auto-distruggendo.

Indagine, ricerca e riflessione di ciò che accade nel mondo, per poi giungere alla conoscenza delle crude realtà che ci circondano e che richiamano aiuto. Quello che fa il grande movimento giallo è proprio questo: dalla ricerca giungere alla consapevolezza per poi studiare come rispondere a quelle stridenti grida di sofferenza.

Amnesty a BolognaI modi e di termini in cui Amnesty decide di fare ciò, lo hanno reso chiaro a Bologna i 300 attivisti italiani. Con semplicità d’animo e di parola, con immediatezza d’azione e di comunicazione, con cognizione della causa per cui si combatte, con meritevole coraggiodeterminazione e, soprattutto, con immensa euforia e positività quando finalmente riesce a dimostrare che il cambiamento, anche di piccoli pezzi di puzzle, è ancora possibile.

Nulla è impossibile all’uomo, ma soprattutto nulla è impossibile agli occhi di chi decide di combattere l’odio, l’omofobia, il razzismo e le disuguaglianze utilizzando il potere delle proprie parole e delle proprie azioni legittime. È un potere individuale che si accentua se diventa collettivo. È un potere che si carica di una potenza disarmante se raccoglie TUTTE le sue forze e si abbraccia urlando unanime contro ogni tipo d’ingiustizia.

Affinché tutto ciò abbia valenza, c’è davvero bisogno che a urlare non sia solo Amnesty International, ma un coro eterogeneo, multietnico e multiforme costituito da tutti e aperto a tutti.

Cambiare il mondo è troppo pretenzioso?

Forse sì, forse no, ma se nessuno ci prova come riusciremo mai a dare una risposta?

Rossella Savojardo

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