Brasile: domani si vota per le Presidenziali

Cresce l’attesa in Brasile in vista del ballottaggio per le elezioni presidenziali di domani, domenica 28 ottobre. A contendersi la vittoria sono il candidato dell’estrema destra populista Jair Bolsonaro e il suo avversario di sinistra Fernando Haddad, ex sindaco di San Paolo e vicino all’ex presidente Lula. Secondo i sondaggi, è Bolsonaro il favorito ma lo sfidante appare in piena rimonta e avrebbe ridotto sensibilmente lo svantaggio.

Ex militare, il 63enne Bolsonaro è stato in grado di conquistare numerosi elettori che hanno perso fiducia nella classe politica.  Appoggiato dagli agrari e gli imprenditori per la sua visione liberista, Bolsonaro piace anche al ceto medio e ai brasiliani più poveri spaventati dalla crescente criminalità e sostenuto dalle chiese evangeliche per il suo messaggio conservatore antiaborto.
La sua campagna elettorale è stata fortemente aiutata dall’ondata di fake news contro l’avversario Haddad e dalle sue dichiarazioni violentemente omofobe, razziste e sessiste, nonchè dei suoi richiami nostalgici alla dittatura militare.
Apertamente a favore della tortura, è noto per le sue posizioni radicali nel campo della sicurezza pubblica e sostenitore della tolleranza zero da parte di polizia e forze armate. Nel suo programma di governo, insieme ad altre misure, Bolsonaro propone l’esclusione della responsabilità penale per i poliziotti che uccidono nel corso delle proprie attività.

Haddad, ex ministro dell’Istruzione ed ex sindaco di San Paolo, è un accademico di origine libanese.
Laureato in Economia, Diritto e Filosofia favorì la nascita di 14 nuove università, estese l’accesso all’istruzione per le classi più disagiate e avviò un programma per la distribuzione gratuita di 700 milioni di libri in tutto il Brasile.

Se da una parte Haddad vuole creare un Sistema Nazionale dei Diritti UmaniBolsonaro pensa di bandire tutto quello che ruota intorno a questo tema e di far uscire il Brasile dall’ONU.

Haddad intende criminalizzare la Lgbti-fobia e vuole implementare un programma di concessione di borse di studio nell’istruzione primaria e secondaria per travestiti e transessuali in situazioni di vulnerabilità.
Bolsonaro, invece, non riconosce la popolazione Lgbti. Per lui «un figlio è gay per mancanza di botte».

L’aborto è uno dei principali problemi di salute pubblica femminile in Brasile, dove l’interruzione di gravidanza è reato ed è consentita solo in tre casi: gravidanza conseguente allo stupro; rischio di morte della donna; feto anencefalico.
Haddad propone «la promozione della salute integrale delle donne per il pieno esercizio dei diritti sessuali e riproduttivi e il rafforzamento di una prospettiva inclusiva, non sessista, non razzista e non discriminatoria». Oltre a questo, vuole pari opportunità, uguaglianza salariale nel mondo del lavoro e incoraggiamento della produzione scientifica e tecnologia al femminile.
Bolsonaro ha affermato in uno dei dibattiti che «se il Congresso approvasse l’aborto, lui metterebbe il veto».

Il programma di governo di Haddad promuove la dignità umana e il diritto alla terra, al territorio e alla cultura della campagna, della foresta e dell’acqua. Così come prevede la riforma agraria, di dare la proprietà delle terre ai quilombolas (gli afrodiscendenti) e di delimitare quelle indigene. Oltre a questo, intende affrontare la violenza sul campo articolando le agenzie, i governi statali e municipali e la società civile per combattere l’impunità e proteggere la vita dei difensori dei diritti umani.
Riguardo alle popolazioni indigene e ai discendenti degli schiavi, Bolsonaro ha dichiarato che se vincesse le elezioni non demarcherebbe nessun’altra terra indigena.

Fonti: https://www.osservatoriodiritti.it/

https://tg24.sky.it/

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