Breaking news del mattino

È cominciata a Parigi la conferenza sul clima.
Dal 30 novembre all’11 dicembre 190 paesi del mondo discuteranno di un nuovo accordo per ridurre le emissioni, in modo da rallentare ulteriormente il riscaldamento globale. L’obiettivo è che ognuno dei 195 paesi coinvolti si impegni a ridurre le emissioni di gas serra per limitare entro i due gradi centigradi l’aumento della temperatura del pianeta rispetto all’era preindustriale. Ieri, 29 novembre, alcune migliaia di persone si sono radunate in place de la République per protestare contro il vertice e contro il divieto di manifestare imposto dopo gli attentati terroristici del 13 novembre. La polizia ha fermato 200 attivisti. E così gli attivisti hanno riempito Place de la République con migliaia di scarpe, simbolo dei passi vietati. Tra queste anche le calzature di papa Francesco.
L’Unione europea e la Turchia raggiungono un accordo sui migranti. Bruxelles garantisce fondi per tre miliardi di euro, facilitazioni per i visti e la ripresa del negoziato per l’ingresso del paese nell’Unione. Ankara, in cambio, ha promesso di contribuire a limitare e regolare l’afflusso di migranti in Europa.
A Bangui, papa Francesco esorta all’unità musulmani e cristiani. Nell’ultima e più delicata giornata del suo viaggio in Africa, il pontefice ha visitato una moschea della capitale della Repubblica Centrafricana, in un quartiere noto per la violenza settaria. Accolto da cinque imam, ha detto: “Insieme, diciamo no all’odio, alla vendetta, alla violenza, in particolare a quella perpetrata in nome di Dio. Dio è pace”.
Condannati due israeliani per l’omicidio di un palestinese. Un tribunale di Gerusalemme ha stabilito che a luglio 2014 i due hanno rapito Mohammed Abu Khudair, di 16 anni, davanti alla sua casa di Gerusalemme Est, l’hanno picchiato e poi bruciato vivo. La corte ha sospeso il giudizio per il terzo imputato, un ultraortodosso di 31 anni, in attesa di una perizia psichiatrica.
Israele sospende i contatti con l’Unione europea sul conflitto con i palestinesi. Tel Aviv ha deciso di escludere i rappresentanti europei dai negoziati per la pace. Tre settimane fa Bruxelles ha stabilito che sulle etichette dei prodotti agricoli importati dai territori occupati da Israele dopo il 1967 sarà scritto “insediamenti israeliani” e non più solo “Israele”.
Putin firma le sanzioni contro la Turchia. Continua la tensione tra Russia e Turchia dopo l’abbatimento del jet russo del 24 novembre. Putin ha firmato un decreto che prevede delle sanzioni economiche nei confronti di Ankara. Tra le misure restrizioni sulle importazioni dalla Turchia e sulle assunzioni di personale turco da parte di aziende russe. Il presidente turco Erdoğan ha ripetutamente chiesto un incontro a Putin.
Almeno 24 morti nei combattimenti in corso nello Yemen. Secondo fonti militari, durante diversi scontri nelle province di Dhaleh e Marib tra ribelli houthi e forze leali al governo sostenuto dall’Arabia Saudita sono morte almeno 24 persone. Da marzo 2015 i combattimenti hanno causato 5.700 vittime, metà delle quali sono civili.
Allarme smog a Pechino. L’inquinamento atmosferico rilevato il 29 novembre in alcune zone della capitale cinese era 17 volte superiore al livello che l’Oms considera sicuro per la salute. L’amministrazione ha quindi attivato misure per contenerlo, tra cui anche la riduzione della produttività delle fabbriche.
Fonti: http://www.internazionale.it/
http://www.repubblica.it
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