Cina: verso la sospensione della politica del figlio unico

Il Consiglio di Stato Cinese avrebbe commissionato uno studio per determinare le ripercussioni della sospensione della politica sul controllo delle nascite che negli ultimi quarant’anni ha macchiato la Cina di sistematiche violazioni dei diritti umani, dalle sterilizzazioni forzate agli aborti selettivi.

Stando alle proiezioni del governo, nel 2030 un quarto dei cinesi avrà compiuto almeno 60 anni, un 13% in più rispetto al 2010.
Oltre a ridurre la forza lavoro a disposizione, il precoce invecchiamento della popolazione rischia di pesare su welfare e sanità, inducendo il governo a creare una Commissione sanitaria nazionale con il compito di “elaborare politiche e misure per far fronte all’invecchiamento della popolazione e combinare l’assistenza sanitaria statale con l’assistenza alla vecchiaia”.
Il nuovo organo manda ufficialmente in pensione la Commissione nazionale per la salute e la pianificazione familiare, creata nel 2013 in concomitanza con un primo allentamento della politica del figlio unico introdotta all’epoca delle riforme denghiane.
Quell’anno, una direttiva rivoluzionaria ha concesso a tutte le coppie in cui almeno uno dei due coniugi fosse figlio unico di avere fino a due bambini. Privilegio esteso nell’ottobre 2015 a tutte le famiglie senza precondizioni. I risultati non sono stati tuttavia quelli sperati e, malgrado l’introduzione della “politica dei due figli” – secondo l’Istituto nazionale di statistica – lo scorso anno il numero delle nascite è sceso del 3,5% a quota 17,2 milioni.

La tendenza generale rispecchia infatti una minore inclinazione dei giovani cinesi alla procreazione. Le autorità hanno messo in risalto come “fattori socioeconomici abbiano influenzato più chiaramente la volontà delle persone di dare alla luce e crescere un bambino”. A remare contro sarebbe un mix di costi finanziari, mancanza di servizi per l’infanzia e ambizioni lavorative, in passato meno condivise dalla popolazione femminile. Senza contare che la predilezione per la progenie maschile – sfociata in aborti selettivi dei feti femminili – si è tradotta in un surplus di 30 milioni di uomini oggi in cerca di una compagna.

Auspicando l’eliminazione completa del controllo delle nascite, durante la scorsa Assemblea nazionale del popolo il delegato del Guangdong, Huang Xihua, ha messo in risalto la necessità di assistere le coppie con “baby bonus“, alleggerimenti fiscali ed educazione pubblica gratuita. “Eliminare le restrizioni sulle nascite senza implementare politiche di incentivazione non aiuterà molto considerate tutte le sfide incombenti”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it

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