Como: sindaco frena aiuti ai clochard. Associazioni “non chiamiamolo Natale”

Dopo aver letto l’ordinanza del sindaco di Como, che vieta i cosiddetti bivacchi nel centro della città per tutto il periodo delle festività, Amnesty International – Italia ha espresso preoccupazione per quella che, secondo il presidente dell’associazione Antonio Marchesi “pare l’ennesima, arbitraria disposizione di un ente locale italiano che, in questo caso con la scusa del decoro, intende rendere più difficile la vita di persone in grande condizione di vulnerabilità e ostacolare la solidarietà nei loro confronti”.

“Monitoriamo da tempo la situazione di Como e, pur comprendendone la complessità, non possiamo che chiedere che sia garantito il pieno rispetto della dignità e dei diritti di tutti, compresi coloro che da quella città cercano di partire e di coloro che in quella città vengono rinviati dalla frontiera svizzera. Nell’uno e nell’altro caso, molti sono i minori non accompagnati, dunque bisognosi di speciale tutela”, ha commentato Marchesi.

“Da Pordenone a Gorizia, da Ventimiglia a Como, vediamo moltiplicarsi gesti di solidarietà e di accoglienza da parte di cittadini e associazioni. Ma vediamo anche, purtroppo, l’adozione di provvedimenti crudeli e inumani”.

Un’ordinanza “per il decoro del centro storico” che multa, per tutto il periodo di Natale, senzatetto, clochard e migranti che chiedono l’elemosina a Como, in tutta la città vecchia, quella dentro le mura. A firmarla è il sindaco di Forza Italia, Mario Landriscina.
Ma – denunciano le associazioni che si occupano di persone che vivono per strada – non soltanto vengono multati i mendicanti, ma viene anche impedito loro di aiutarli, portando loro qualcosa da mangiare.

Multa da 50 a 300 euro: compito preso seriamente dalla polizia locale, che ha già staccato le prime multe ad alcuni mendicanti, tra la soddisfazione dei commercianti del centro che chiedevano un intervento. Il passo successivo, quindi, sarebbe stato l’allontanamento delle associazioni che portano aiuti ai clochard e che, adesso, attaccano: “Dignità non decoro ci aspettiamo dal nostro sindaco soprattutto a Natale, altrimenti non chiamiamolo Natale”.

Fonti: http://www.repubblica.it/

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