Diritti ancora violati in Uganda: storia di un ragazzo

ugaIn Uganda l’instabilità governativa e la mancanza di giustizia per le vittime dei ribelli paramilitari sono un fatto sistematico e strutturale. In migliaia sono stati rapiti, torturati, abusati sessualmente e costretti a lavorare come schiavi. Questa è la storia di uno di loro.

Continuano le violazioni dei diritti umani e civili in Uganda a causa delle politiche repressive del governo e delle truppe paramilitari del LRA. Pochi giorni fa l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite ha reso nota la storia di Nancy Auma, un ragazzo di ventisei anni che nel 1999 venne rapito nel nord dell’Uganda, a 30 chilometri dalla città di Gulu. Nancy Auma fu rapito, mantenuto vivo dai ribelli, costretto a seguirli nelle loro marce della morte, obbligato ad eseguire gli ordini che gli venivano posti e sottoposto a torture fisiche inimmaginabili, come il taglio delle labbra, del naso e delle orecchie.

Il Programma delle Nazioni Unite per la pace nel Nord Uganda ha fornito un contributo di 170.000 dollari alla Rete Giovanile Africana che sta cercando di identificare le vittime di guerra in tutta la regione e di produrre azioni concrete di sostegno e recupero di moltissimi ragazzi, oggetto di una completa violazione dei diritti fondamentali garantiti. Nancy è tra quei ragazzi, vittime di guerra: gli sono state ricostruiti chirurgicamente le labbra, il naso e le orecchie. Sono 574 i beneficiari, uomini, donne e bambini, del programma delle Nazioni Unite, sottoposti alla chirurgia ricostruttiva, alla riabilitazione medica e alla consulenza psicologica per curare e rimediare all’orrore vissuto tra le fila del LRA.

La Rete Giovanile Africana sta effettuando una mappatura del Paese per individuare le zone del paese più colpite dalla guerra e le esigenze mediche e chirurgiche primarie. Un elevato numero di bambini e adolescenti che avevano abbandonato gli studi e la vita sociale a causa delle deturpazioni hanno ripreso gli studi e a vivere, così come molte donne che per vergogna si erano separati dai mariti e dalla famiglia sono ritornate alla loto vita quotidiana.uga2

Le organizzazioni per la tutela dei diritti umani sperano che casi come quello di Nancy Auma possano un giorno cessare e contemporaneamente richiedono al governo dell’Uganda di modificare la propria legislazione sulla giustizia, la pena di morte e i diritti umani. Pessime le condizioni sulla giustizia e i diritti umani nel paese: le istituzioni ugandesi legittimano l’esistenza di disposizioni che criminalizzano le relazioni omosessuali e permettono la pena capitale, hanno respinto le raccomandazioni delle Nazioni Unite per l’abolizione della pena di morte e non hanno sottoscritto la moratoria abolizionista. Un paese travolto dalla guerra intestina dei ribelli, protagonisti di numerose persecuzioni e contemporaneamente uno stato che mira ad essere autoritario e non rispettoso della dignità umana.

Fonte: opinione.it

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