Egitto-Italia: i rapporti e la sistematica violazione dei diritti umani

Le organizzazioni umanitarie lo denunciano da tempo, ma l’Italia pare aver appena scoperto che in Egitto le violazioni dei diritti umani sono sistematiche.
Dal 2007, respingiamo regolarmente, senza accertare se si tratti di perseguitati politici, centinaia di cittadini egiziani, riconsegnandoli direttamente nelle mani della polizia. “Quel che poi accade a queste persone dopo il rimpatrio – commenta Christopher Hein, consulente strategico del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) – non lo sappiamo e francamente non è piacevole pensarci”.
Nel tentativo di semplificare la selezione di quanti varcano le frontiere europee distinguendo i migranti economici da quanti fuggono da guerre e persecuzioni, l’Unione europea ha introdotto il concetto di “Paese sicuro” un elenco di Stati che presumibilmente non sottoporranno a trattamenti disumani i loro cittadini che hanno tentato di stabilirsi in Europa e sono stati rispediti indietro. L’Italia questa lista non l’ha mai formalizzata perché sarebbe stato in contraddizione col principio fondamentale del diritto d’asilo: le domande vanno valutare una per una.

“Ma – avverte Hein – una cosa è la legge, una cosa sono le prassi”. E l’esame delle prassi dice che – benché non formalizzato – il concetto di “Paese sicuro” vige anche in Italia.  Nel 2013 lo denunciarono l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) e Save the chidren: Dall’inizio dell’anno, sostennero, centinaia di migranti egiziani e tunisini erano stati rimpatriati prima di aver avuto la possibilità di entrare in contatto con le organizzazioni umanitarie.

Fonti: http://www.tiscali.it/

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