Europa in cambiamento: la nuova sentenza della Corte di giustizia

A più di una settimana dalle elezioni europee, la Corte di giustizia Ue ha dichiarato che la direttiva europea a tutela dei rifugiati “deve essere interpretata nel rispetto dei diritti garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”.

In base a quanto enunciato dalla Convenzione di Ginevra e dal divieto di refoulement in essa citato: “è vietato il respingimento, il rimpatrio, l’espulsione, la deportazione e l’estradizione di un rifugiato in un territorio in cui la sua vita è messa in pericolo”.

Secondo poi quanto aggiunto dalla Corte di giustizia, in una sentenza pubblica oggi, l’individuo in questione non può essere rimpatriato o respinto anche se lo status di rifugiato gli viene negato o revocato dallo Stato ospitante. Infine la sentenza specifica che sarà compito delle magistrature locali stabilire se l’individuo in questione sia un clandestino, attuando le leggi di riferimento a tale status. I giudici della Corte stabiliscono così che il diritto europeo dia ai rifugiati una più ampia protezione rispetto a quella già enunciata dalla Convenzione di Ginevra.

Queste, insieme a molte altre, sono gli ambiti più fragili in cui l’Europa deve impegnarsi al fine di oltrepassare la grande crisi che sta attraversando.

La protezione di rifugiati e migranti indipendentemente dal loro status giuridico, la sostenibilità della riforma del Regolamento di Dublino nell’ottica di una condivisione di responsabilità della gestione del fenomeno migratorio, il monitoraggio delle eventuali politiche di esternalizzazione che bloccano i rifugiati e i migranti in Paesi dove sono esposti a gravi violazioni di diritti umani, sono solo alcune delle tante richieste sulle quali Amnesty International chiede e, chiederà, ai nuovi parlamentari europei di porre la loro più profonda attenzione.

Queste anche lWhatsApp Image 2019-05-15 at 11.10.18e richieste che ieri, martedì 14 maggio, decide di ragazzi, attivisti di Amnesty International, dislocati in ogni città europea, hanno voluto gridare in piazza, al fine di sensibilizzare e di svegliare le coscienze di una popolazione europea forse ancora dormiente.

 

 

 

 

 

La redazione

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