Fela Kuti. La musica è l’arma

Finding Fela è il nuovo documentario diretto da Alex Gibney, il regista che ha denunciato il trattamento dei prigionieri durante gli interrogatori in Iraq, in Afghanistan e a Guantánamo (Taxi to the Dark Side).

Il film racconta il colosso Finding Fela!della musica contemporanea e implacabile attivista africano Fela Kuti che, per le sue denunce contro la corruzione e la violazione dei diritti umani, trascorse diverso tempo in carcere e per questo attirò anche l’attenzione di Amnesty International (sotto il cui patrocinio il film esce). Non c’è alcun modo di parlare della musica di Fela Kuti ignorando il suo trascorso personale: la lotta, la ribellione e il pensiero di un uomo hanno trovato esplicito e diretto sfogo nella sua opera artistica.

Fela Kuti nasce nel 1938 in una famiglia borghese di Abeokuta City, cento km a nord di Lagos. Suo padre era presidente dell’Unione degli Insegnanti in Nigeria, sua madre è stata la prima donna a laurearsi all’Università di Abeokuta, prima donna nigeriana a guidare l’automobile e grande attivista politica femminista. Una fervida base di partenza per un futuro trascinatore di menti.

L’attivismo politico, però, non è legato alle prime tendenze musicali di Fela. È stato l’incontro tra il musicista e Sandra Smith, attivista del Black Panther Party, a introdurlo agli ideali di Martin Luther King e Malcolm X. Tutte le donne della vita di Fela ebbero molta influenza su di lui e, così Sandra fu la prima che lo mise in contatto con il Black Power e la sconcertante e definitiva presa di coscienza razziale. Ciò che fa il film di Gibney è avventurarsi nella ricostruzione di una coscienza in continuo movimento che comincia a comprendere la corruzione in cui versa la Nigeria di quegli anni, schiacciata da un boom economico che lascia indietro le radici agricole del paese per creare un sistema di forte disuguaglianza eretto sulla ricchezza delle risorse petrolifere.

Giù dal palco, il carisma e il successo di Fela sono addirittura superiori a quelli musicali. Non è un semplice musicista, è un leader, un trascinatore e un sovversivo. Tutte le sere sale sul palco del suo locale e irride tutti: dittatori, colonizzatori, militari, politici, polizia, corruttori e governanti. Per le strade di Lagos la gente si beffa dei militari ballando e cantando Zombie: gli zombie, esseri privi di qualunque volontà e comandati come stupide marionette nelle mani dei potenti, sono i soldati. A ogni sopruso, a ogni violenza, persino all’uccisione della madre da parte dei militari, al solito, Fela risponde con la musica.

Vedendo scorrere le incessFela e le sue 27 mogli.abili lotte di Fela ci si commuove, ma il film resta un ritratto obiettivo del personaggio che lo rivela anche come infaticabile ma sempre rispettoso amante-amico delle donne. Non passano inosservate le 27 mogli, il rapporto difficile con i figli e la prima moglie, che testimoniano la vita impossibile insieme a un uomo in buona parte concentrato a soddisfare le proprie esigenze. Infatti, il regista ci sa fare nel cogliere l’indignazione e non cela l’atteggiamento a dir poco ambivalente che Fela aveva con le “sue” donne. Partendo dal rapporto di ammirazione e riverenza verso la madre, Gibney si sofferma sulle 27 ragazze del gruppo sposate all’unisono, perché i giornali la smettessero di denigrarle e le riconoscessero come le “sue” regine, non omettendo, però, gli aspetti machisti e le considerazioni sulla questione femminile derivanti dai cascami di una presunta tradizione yoruba. È subito evidente che il contesto socio-politico della Nigeria raccontata in Finding Fela somiglia alla Nigeria di oggi.

Il potere della musica che sprigiona da Fela.

Nel Nord-Est del Paese oggi milioni di nigeriani vivono sotto il terrore del gruppo armato islamista Boko Haram, che combatte contro chiunque consideri affiliato al governo o miscredente. Dal 2014 Boko Haram ha effettuato almeno 330 azioni armate e ucciso oltre 5500 persone. Negli ultimi due anni la violenza dell’organizzazione terroristica jihadista è aumentata, con rapimenti di massa (oltre 2000 donne e ragazze dall’inizio del 2014) e distruzioni di interi centri abitati e scuole. Inoltre, Amnesty International ha recentemente denunciato crimini di guerra commessi dall’esercito nigeriano, tra cui torture, migliaia di uccisioni sommarie e innumerevoli casi di decesso in carcere a causa del sovraffollamento e della fame. Infine, ormai da decenni, le aziende petrolifere, presenti nel delta del fiume Niger, avvantaggiate dalla debolezza che caratterizza il tessuto normativo nigeriano, hanno causato numerosi danni ambientali e violazioni dei diritti umani a discapito della popolazione locale.

La musica è stata l’arma di Fela. Per porre fine a tutto questo, la vostra qual è?

Chiara Parapini

 

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Mi chiamo Chiara, mi piacciono i girasoli e il pane con la marmellata. Sono curiosa di natura e per questo i temi dei miei articoli variano continuamente. Ho la passione per la scrittura e per i social network perché credo che il sistema di comunicazione moderno sia un potente strumento che dovrebbe stimolarci, in quanto esso si ispira a due principi che ritengo fondamentali: il principio di elaborazione critica e il principio dell’autodeterminazione dei popoli. Principi che voglio, così, contribuire a tutelare.

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