Italia-Libia: evacuati per la prima volta 162 rifugiati direttamente in Italia

Il 22 dicembre, a bordo di due aerei dell’aereonautica militare,162 richiedenti asilo sono arrivati in Italia dopo che l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) li ha individuati nei centri di detenzione intorno a Tripoli, Libia.
Hanno tutti i requisiti per chiedere la protezione internazionale in Italia e fanno parte del piano di evacuazione lanciato a fine novembre al vertice tra l’Unione europea e l’Unione africana ad Abidjan, in Costa d’Avorio.

La Conferenza episcopale italiana e la Caritas si occuperanno dell’accoglienza dei richiedenti asilo che saranno trasferiti in diversi centri Sprar in numerose regioni italiane.

“Per la prima volta, abbiamo potuto evacuare rifugiati estremamente vulnerabili dalla Libia direttamente in Italia”, ha dichiarato Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale. “Molte delle persone sono state tenute prigioniere dai trafficanti in condizioni disumane e detenute in Libia. Cinque delle donne che sono state trasferite hanno partorito durante il periodo di detenzione e hanno potuto accedere a una limitata assistenza medica”, ha aggiunto Cochetel.

Ad attenderli all’aeroporto di Pratica di Mare il ministro dell’interno Marco Minniti e il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) Gualtiero Bassetti. “Oggi l’Italia ha scritto una bellissima pagina di solidarietà e accoglienza”, ha detto Minniti in una conferenza stampa all’aeroporto. “Questo è solo l’inizio, continueremo a lavorare con l’Unhcr secondo il principio che abbiamo sempre sostenuto: combattere l’illegalità per costruire la legalità vera”, ha concluso il ministro.

L’11 dicembre l’Unhcr ha chiesto ai governi di tutto il mondo di aprire dei canali umanitari per far uscire dalla Libia 1.300 persone entro marzo del 2018. Nel 2011 – in seguito alla caduta del colonnello Muammar Gheddafi e allo scoppio della guerra civile nel paese – l’Organizzazione internazionale delle migrazioni aveva trasferito 250mila persone, un’operazione molto vasta che aveva riguardato i migranti e i richiedenti asilo di tutte le nazionalità.

L’Unhcr sta negoziando con il governo di Tripoli la possibilità di aprire un campo profughi nella capitale libica che possa ospitare almeno mille persone in transito. La Libia non ha sottoscritto la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati e questo è un ostacolo importante per il progetto, oltre alla difficoltà di garantire la sicurezza degli operatori e degli stessi profughi nel paese, conteso tra due governi e numerosi gruppi armati. Secondo l’Unhcr, ci sono 42.834 rifugiati registrati nel paese, mentre secondo le autorità libiche nel complesso ci sono 700mila migranti e nel 2017 ne sono stati rimpatriati 13mila dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni. Nei centri di detenzione sarebbero rinchiuse almeno 18mila persone.

Intanto il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) ha annunciato che dall’8 gennaio comincerà a operare nel centro di detenzione di Tarek al Matar in Libia, con la distribuzione di beni materiali e cibo nell’ambito del bando lanciato dal ministero degli esteri italiano, aperto a tutte le organizzazioni che vogliono operare nei centri di detenzione governatori.

Fonte: https://www.internazionale.it

 

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