Italia: percezione di femminicidio, bullismo e omofobia secondo un’indagine di Amnesty International

Per 6 Italiani su 10 la violenza sulle donne è in aumento come per 7/10 anche il bullismo, e la metà degli intervistati pensa che sia in buona parte colpa dei social; sempre uno su due riconosce un miglioramento nella condizione delle persone omosessuali e l’86% ritiene che queste debbano avere gli stessi diritti degli altri.

L’indagine Amnesty-Doxa. Questo il succo dell’indagine inedita “Gli Italiani e le discriminazioni”, condotta da Amensty International in collaborazione con Doxa.

“Sappiamo che c’è ancora tanto da fare – spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia – ma i risultati della nostre azioni iniziano a vedersi e questo viene confermato dall’indagine, dalla quale emerge una maggiore consapevolezza da parte dei nostri connazionali”.

Il focus sulla violenza di genere. Stando ai dati del Ministero dell’Interno relativi alla sicurezza in Italia, nel 2017, dei 355 omicidi commessi, 140 sono stati femminicidi e, sebbene il numero degli omicidi commessi nell’ultimo anno sia diminuito dell’11% dal 2016, e del 25% negli ultimi 4 anni, il numero delle morti violente tra le donne è rimasto invariato. Tra gli obiettivi primari di Amnesty, quello di per far emergere il problema della violenza sulle donne sia sui media che tra le istituzioni. “Di fronte al numero esorbitante di femminicidi compiuti nel nostro Paese, lo Stato ha il dovere di garantire una protezione efficace e assoluta alle donne che trovano il coraggio di ribellarsi a persecuzioni e violenze”, afferma Noury.

Il focus sul bullismo. Altro fenomeno in crescita, secondo 7 Italiani su 10, è quello del bullismo, e circa la metà degli intervistati (45%) pensa che si sia verificato un incremento proprio a causa della grande cassa di risonanza fornita dai social media, mentre un ulteriore 26% crede che la crescita sia dovuta al costante clima di incitamento all’odio e alla discriminazione riscontrato sui media. Per 1 Italiano su 4, invece, il bullismo è sempre stato presente e non si registrano differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce. Stando all’indagine ISTAT 2015 “Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi”, nel nostro Paese un ragazzo o una ragazza su due, tra gli 11 e i 17 anni ha subìto episodi di bullismo e circa il 20% ne è vittima assiduamente, subendo prepotenze più volte al mese. Amnesty International è attiva dal 2016 con un progetto pilota che ha l’obiettivo di ridurre i casi di bullismo in tutti gli ambiti della vita scolastica.

Il focus sull’omofobia. Per un Italiano su 2 la legge che istituisce le unioni civili per le coppie formate da persone dello stesso sesso, approvata a maggio 2016 dal Parlamento, rappresenta un passo di civiltà e ha prodotto un reale cambiamento nei diritti delle persone omosessuali negli ultimi anni; l’86% degli intervistati ritiene che queste debbano avere gli stessi diritti degli altri (dato in aumento rispetto al 72% di una ricerca pubblicata nel 2016), ma uno su 5 afferma che per le coppie omosessuali ci sia comunque ancora tanto da fare. Secondo la relazione del luglio 2017 della Commissione Parlamentare Jo Cox sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio, il 40,3% delle persone LGBTI, infatti, afferma di essere stato discriminato nel corso della vita, il 24% a scuola o in università, e il 22% sul luogo di lavoro.

fonte: http://www.repubblica.it/

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