Ius soli: rimandato alla sessione autunnale il ddl sostenuto dalla maggioranza

Rinviata la discussione sullo ius soli ad autunno: il partito di maggioranza ha tentennato, di fronte alla contrarietà dei partner di coalizione.
Non ci sono le condizioni per approvare la legge sullo ius soli prima dell’estate, ma “si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”dichiara il leader Gentiloni.

La legge che darebbe la cittadinanza italiana ai bambini nati nel nostro Paese da genitori stranieri (solo se hanno un permesso di soggiorno di almeno 5 anni) e a quelli arrivati prima dei 12 anni, ma dopo un ciclo scolastico, si è arenata e non sappiamo se vedrà mai la luce.

Gentiloni ha dovuto prendere atto che i numeri per approvarla al Senato non c’erano, così ha deciso di rinviare tutto a dopo l’estate.

La notizia è sata seguita da una serie di commenti, dall’attenzione verso il rinvio di una tappa obbligata sul percorso verso una maggiore difesa dei diritti umani, all’idea  che lo “ius soli” sarebbe l’ennesimo fattore di attrazione per donne, in viaggio verso il nostro paese su barconi inadatti alla navigazione partiti dalla Libia, pronte a partorire prossimi cittadini italiani. Nessuna menzione per la circostanza che lo stupro, durante il percorso verso la Libia e poi nei centri di detenzione libici, sia la regola.
La prima necessità è fare chiarezza con i cittadini e smontare falsità e luoghi comuni. Questa legge non ha nulla a che fare con coloro che stanno sbarcando sulle nostre coste, come propagandano i piromani della paura, che da settimane incendiano gli animi.
Lo Ius soli non li riguarda, non verrebbe applicato a chi sbarca dai gommoni e se anche una di quelle donne è incinta, suo figlio non diventerà italiano perché manca il presupposto della permanenza legale della madre.

Questa legge darebbe invece la cittadinanza a quei bambini che sono nelle nostre scuole, che parlano la nostra lingua, che fanno gli stessi giochi, tifano le stesse squadre e coltivano gli stessi sogni dei nostri figli.
Si tratterebbe di integrarli, di evitare di lasciarli ai margini della società, e questo dovrebbe essere un imperativo per tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza.

Fonti: http://www.repubblica.it https://www.articolo21.org

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