Le news del lunedì

Secondo l’Onu nell’ultima settimana almeno 700 migranti sono morti nel Mediterraneo. Alcuni sopravvissuti al naufragio arrivati a Pozzallo il 29 maggio hanno raccontato di essere partiti quattro giorni prima da Sabratha, in Libia, in cinquecento su un peschereccio,che trainava un’altra imbarcazione senza motore, con a bordo altre cinquecento persone. Altri cento viaggiavano su un gommone. Le imbarcazioni hanno fatto naufragio. I soccorritori hanno recuperati circa 45 corpi ma, secondo l’Unhcr, altri centinaia sarebbero dispersi. Tra le vittime ci sarebbero anche quaranta bambini. Nell’ultima settimana nell’Italia del sud sono sbarcati dodicimila migranti.
Lo sgombero dei migranti a Ventimiglia. Le forze dell’ordine hanno dato il via stamattina alle operazioni di sgombero dei migranti che si erano accampati alla foce del fiume Roja e in altre parti della città ligure. Si tratta di circa duecento persone, in gran parte originarie del Sudan e dell’Eritrea, che sono state portate in questura per essere identificate e trasferite in centri nel resto d’Italia. Circa settanta migranti hanno trovato accoglienza in una parrocchia.
Idomeni, il silenzio cala sul campo fantasma. il campo è stato svuotato dopo tre giorni di “assedio” delle forze dell’ordine. Una volta tagliata la fornitura di acqua corrente e impedito l’accesso ai molti volontari e – in buona parte – alle stesse organizzazioni umanitarie, almeno 5mila delle 8400 persone contate dalle autorità sono salite sugli autobus, per raggiungere alcuni dei centri allestiti dal governo nelle ultime settimane.
Sfiduciati dopo mesi di vita in condizioni estreme,in più di tremila hanno preferito allontanarsi in autonomia.
 L’Iran non autorizza il pellegrinaggio alla Mecca in polemica con l’Arabia Saudita. I due paesi non sono riusciti ad accordarsi sull’organizzazione del pellegrinaggio di settembre e Teheran ha annunciato che quest’anno gli iraniani non parteciperanno. L’anno scorso centinaia di pellegrini iraniani sono morti schiacciati dalla calca, in un incidente che è costato la vita a 717 persone. Inoltre l’esecuzione dell’imam sciita Nimr al Nimr, il 2 gennaio in Arabia Saudita, ha aggravato la storica tensione tra i due paesi, che da allora hanno rotto i rapporti diplomatici.
Il capo dei negoziatori dell’opposizione siriana si ritira dai colloqui di pace. Mohammad Alloush è il rappresentante della fazione ribelle Jaysh al Islam all’interno dell’Alto comitato per i negoziati, sostenuto dall’Arabia Saudita. Secondo Alloush i colloqui di pace promossi dalle Nazioni Unite a Ginevra sono falliti: non sono serviti a raggiungere un accordo politico con il regime né ad alleviare le
sofferenze dei siriani che vivono nelle aree del paese controllate dai ribelli né ad assicurare il rilascio dei prigionieri politici.

Cinque caschi blu uccisi nel Mali centrale. Il 29 maggio un convoglio della missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Mali (Minusma) è stato attaccato da uomini armati vicino a Sévaré, in una regione che finora era stata al riparo dalle violenze dei jihadisti attivi in altre parti del paese. In Mali gli attacchi contro le forze dell’Onu e del governo sono sempre più frequenti: il 27 maggio cinque soldati maliani erano morti nell’esplosione di una mina lungo la strada tra Ansongo e Indelimane, e il 18 maggio cinque caschi blu ciadiani erano stati uccisi in un’imboscata ad Aguel’hoc.

Almeno dodici morti nelle violenze elettorali in Bangladesh. Tra le vittime, due candidati alle elezioni amministrative e due minori. Altre duecento persone sono rimaste ferite nel corso del quinto turno del calendario elettorale. Negli ultimi tre mesi e mezzo più di 110 persone hanno perso la vita nelle violenze legate al voto.

Fonti: http://www.internazionale.it/

           http://www.repubblica.it

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