L’Egitto condanna a morte 500 persone in un solo processo

egittoIl tribunale egiziano di Minya ha emesso il 24 marzo 2014 una condanna a morte di massa per 529 imputati, sostenitori di Mohamed Morsi, accusati di aver preso parte alle violenze seguite alla deposizione dell’ex presidente nel luglio 2013.

Questa condanna sommaria rappresenta un esempio grottesco  delle carenze del sistema giudiziario egiziano.

Amnesty International,  in un comunicato diffuso nello stesso giorno, denuncia una enorme ingiustizia e chiede che  le condanne a morte vengano annullate. Con questa azione eclatante l’Egitto ha superato, in un solo processo la maggior parte degli altri paesi quanto a numero di condanne inflitte in un anno:  si tratta del piu’ alto numero di condanne a morte emesse simultaneamente negli ultimi anni, non solo in Egitto, ma a livello mondiale.

I tribunali egiziani puniscono i sostenitori di Morsi, ma allo stesso tempo ignorano le gravi violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza. Migliaia di simpatizzanti dell’ex presidente sono rinchiusi in prigione e non ci sono indagini adeguate sulla morte di centinaia di manifestanti. Gli agenti di polizia restano impuniti, le ingiustizie si moltiplicano con il benestare del governo.

Fonte: TMNews

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