Lodi: discriminazione diretta da parte del Comune

Furono discriminati gli alunni extracomunitari di Lodi tenuti fuori dalla mensa scolastica a causa di una delibera, voluta dalla sindaca leghista Sara Casanova, che imponeva alle famiglie certificati non richiesti a quelle degli studenti europei e di difficile reperimento, poiché da ottenere dal governo del Paese dal quale sono emigrati.

Richiamando anche gli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana, che garantiscono agli stranieri i diritti fondamentali e pari dignità sociale e uguaglianza, il giudice della I sezione civile di Milano, Nicola Di Plotti, ha accolto il ricorso dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione e del Naga, presentato il 5 giugno 2018.

Il giudice conferma la “condotta discriminatoria del Comune di Lodi” e ordina di “modificare il Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all’Unione Europea di presentare la domanda di accesso” alle stesse condizioni degli italiani.

 Inoltre, non è competenza del Comune imporre tali limitazioni di accesso ai servizi: si tratta di una “possibilità riservata esclusivamente agli organi statali di meglio determinare le modalità di controllo sul reale possesso da parte dei richiedenti dei requisiti per il godimento delle prestazioni stesse”. L’amministrazione è stata condannata anche a pagare 5mila euro e gli avvocati.

Per il magistrato l’atto di forza del comune di Lodi è “discriminazione diretta, essendo trattati diversamente soggetti nelle medesime condizioni di partenza e aspiranti alla stessa prestazione sociale agevolata”.

Il Comune di Lodi valuta ricorso, Lega: “Non cambiamo posizione”.“Una delle possibilità che ci si pone, dopo aver appreso del pronunciamento, è il ricorso”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/

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