Lodi, un bel finale aperto

mensa_web-380x240Un pranzo tutti insieme. Così si è conclusa la storia nel comune di Lodi di quei bambini figli di immigrati che da un giorno all’altro si sono ritrovati a dover consumare un panino separati dai loro compagni di scuola. Un esito bello e non scontato, perché deve tutto a chi, una volta venuto a conoscenza della vicenda, non si è limitato a parole di disappunto ma è passato ai fatti.

Fatti che risalgono a quando il sindaco leghista della città, Sara Casanova, ha annunciato, secondo regolamento, che per poter aver accesso a tariffe agevolate per mensa e scuolabus per i propri figli, i genitori stranieri avrebbero dovuto chiedere al proprio paese di origine e presentare all’amministrazione una certificazione di nullatenenza di alcun bene e proprietà, a fronte della presentazione di una semplice autocertificazione da parte dei genitori italiani.

In seguito, di risposta, dal basso è stato lanciato un appello di solidarietà ad opera di un comitato locale a cui hanno risposto in molti, tanto che si è dovuta interrompere la raccolta per aver largamente raggiunto la cifra necessaria a coprire i costi per gli alunni esclusi dai servizi (60mila euro). Dall’alto invece nulla è cambiato. Il regolamento è ancora lì. E il sindaco resta salda sulle sue posizioni. Anche il suo partito politico non ha nascosto nei giorni successivi alla vicenda di non vederci nulla di male e di voler continuare a dare appoggio e sostegno all’operato della prima cittadina di Lodi.

Una storia, questa, che nella sua narrazione ben descrive le direzioni opposte che si stanno prendendo più in generale nel nostro paese rispetto a grandi e delicati concetti come “dignità”, “uguaglianza”, “equità” e “umanità”.

Ma se nella narrazione della cronaca di tutti i giorni spesso si parla di scene di vita quotidiana segnate da odio, discriminazione, scetticismo e paura, questa volta il finale è differente e potremmo definirlo un finale bello e aperto: da una parte mostra come la natura umana sappia positivamente contraddistinguersi per una forza interiore e una capacità di discernimento dettate dal senso di civiltà e di solidarietà, dall’altra lascia spazio bianco per poter scrivere altri finali, in altre Lodi, grazie ai gesti spontanei di collaborazione e di reazione dal basso in opposizione a posizioni e im-posizioni invece dure, sorde e categoriche dall’alto.

Per questo, se è vero che la morale della storia insegna, non smettiamo di imparare.

Francesca Manenti

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