Messico: le nuove rotte migratorie seguono l’itinerario del traffico di droga

Le conseguenze sul Paese della politica statunitense anti-migranti ha di fatto costretto gruppi persone in cammino, intrappolate a Tapachula, in Chiapas, a cercare nuove e pericolose rotte nel loro tentativo di raggiungere gli Stati Uniti, preda dei trafficanti lungo questa nuova rotta marittima, che pretendono 400 dollari a persona per arrivare dal Guatemala a Salina Cruz o Huatulco, a Oaxaca.

La rotta marittima che unisce il confine del Guatemala con l’istmo di Tehuantepec, a Oaxaca, è un’opzione sempre più frequente a causa dell’aumento degli arresti e delle espulsioni da parte della Guardia nazionale statunitense, che controlla la frontiera Sud. Tradizionalmente, i migranti hanno utilizzato le rotte terrestri, ma i trafficanti di persone si stanno spostando sulla via marittima: più economica e meno controllate.

Sebbene la maggioranza dei migranti in Messico sia di origine centroamericana, il flusso di persone provenienti dal Camerun, dalla Repubblica Democratica del Congo o dall’Eritrea è in aumento.

Il pericoloso comune di Ocós, in Guatemala, e il paradisiaco Mazatán, sulla costa del Chiapas, sono gli epicentri di un’industria migrante che, lasciato il Guatemala passa per l’Itsmo di Tehuantepec fino a Veracruz e finisce a Tamaulipas, sul confine con gli Stati Uniti. Salvadoregni, honduregni e guatemaltechi fuggono dalla povertà e dalla violenza usando una delle tradizionali rotte del traffico della droga su vecchie barche da pesca. Ocos è anche uno dei punti strategici del cartello Zetas per il traffico di droga dall’America centrale e dalla Colombia, uno dei corridoi più importanti del mercato. Gli Zetas però non hanno perso una delle loro attività più redditizie, il traffico di esseri umani, vendendo un viaggio, che può durare dalle sei alle otto ore.

Per combattere questa nuova tendenza, le agenzie del sistema delle Nazioni Unite: l’Agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni (OIM) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) hanno creato il “Gruppo di lavoro interistituzionale sul contrabbando illegale di migranti via mare” nell’ambito del progetto di rafforzamento della prevenzione il traffico illecito di migranti via mare in Messico. Un organismo che coinvolge anche l’Istituto nazionale per le migrazioni, la polizia federale, la procura generale, la segretaria della Marina e il ministero degli Affari Esteri.

Fonti: https://www.repubblica.it

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