Oltre 400 rifugiati sgomberati a Roma

Sono oltre 400 i rifugiati politici etiopi ed eritrei sgomberati oggi a Roma dal palazzo che avevano occupato in via Curtatone. Ad intervenire, nella prima mattinata, è stata la Polizia che ha addirittura azionato gli idranti per sgomberare la piazza antistante l’edificio dove si erano accampate diverse persone, già precedentemente sgomberate dallo stabile.

Il Prefetto di Roma, Paola Basilone, ha ringraziato le forze dell’ordine per aver portato a termine l’operazione nel migliore dei modi, affermando che “L’accurata e scrupolosa pianificazione dell’intervento ha fatto sì che le operazioni si svolgessero in condizioni di assoluta sicurezza”.

I migranti e alcune organizzazioni umanitarie, però, non sono dello stesso avviso e denunciano le violenze subite.

Siamo stati svegliati con l’acqua degli idranti. Hanno preso alcune di noi per i capelli colpendole anche con i manganelli” dichiarano le persone sgomberate.

L’Unicef parla di 80 bambini che, dopo aver assistito a tali scene di violenza, sono stati caricati su dei pullman e accompagnati in questura. “Continuavano a gridare e battere le mani sui vetri durante tutto il tragitto, in preda al terrore” afferma in una nota Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.

Sempre l’Unicef spiega che le soluzioni alternative offerte ai rifugiati – 80 posti in Sprar in due strutture diverse e alcune villette in provincia di Rieti – non sarebbero state adeguate per diversi fattori, tra cui il non aver tenuto conto che i bambino vanno a scuola e altre persone hanno già trovato lavoro nella Capitale e quindi si sarebbe interrotto un virtuoso meccanismo di integrazione.

Secondo la Caritas un’operazione di questo tipo che ha visto coinvolti minori e persone svantaggiate, avrebbe richiesto “interventi sociali mirati e programmati”.

Medici Senza Frontiere dichiara di aver soccorso 13 persone, per la maggior parte donne, e di aver richiesto l’intervento dell’ambulanza per cinque di loro.

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, denuncia la gravità del fatto e specifica che tale avvenimento è “la prova ennesima del fatto che a Roma manca un piano serio di accoglienza, manca anche un piano per la casa, che in generale riguarda anche cittadini italiani”.

L’intervento di questa mattina, infatti, non ha coinvolto migranti arrivati recentemente nel nostro Paese e quindi non ha nulla a che fare con la cosiddetta emergenza migratoria, ma affonda le radici in una storica situazione problematica, nota da tempo.

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