Padre Alejandro Solalinde: i migranti sono una risorsa per il cambiamento

“I migranti sono il miglior parametro per misurare la nostra disumanità”

Padre Solalinde durante l'incontro con la comunità delle Piagge a FirenzePadre Alejandro Solalinde, sacerdote cattolico, è direttore del centro rifugiati “Hermanos en el Camino” di Ixtepec, nello Stato di Oaxaca, Messico.

I migranti che chiedono ospitalità al rifugio di Padre Solalinde fuggono dalla miseria degli Stati del Centro America, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, e attraversano il Messico a bordo di treni merci con lo scopo di raggiungere gli Stati Uniti. Questo flusso ha creato una vera e propria crisi umanitaria.

Sono decine di migliaia i migranti, anche minorenni, che oltre a dover affrontare un viaggio di per sé fisicamente estremamente duro, sono sistematicamente vittime di sequestri di massa, stupri, torture da parte del crimine organizzato messicano, a volte con la partecipazione o la complicità delle forze dell’ordine.

La Commissione Nazionale dei Diritti Umani del Messico stima a circa 10.000 i migranti che sono stati rapiti da bande criminali in soli sei mesi tra il 2008 e il 2009.
Mentre un rapporto del Parlamento messicano rileva che nel 2009 sono stati 750 i migranti morti mentre cercavano di passare la frontiera.

Amnesty International con il rapporto reso pubblico nell’aprile 2010 dal titolo “Vittime invisibili: migranti in movimento in Messico” tra l’altro denuncia il fallimento delle istituzioni governative, a tutti i livelli, nel raccogliere, analizzare e pubblicare dati sulle morti dei migranti.

La scarsa visibilità del fenomeno impedisce la presa di coscienza della società civile e lo sviluppo di reali misure per combattere gli omicidi e gli altri tragici abusi, negando così l’accesso alla verità e alla giustizia alle vittime e alle loro famiglie, garantendo così l’impunità e il ripetersi degli abusi stessi.

È grazie all’opera dei difensori dei diritti umani come Padre Alejandro Solalinde che i migranti riescono a trovare un minimo di conforto nel loro pericoloso viaggio. Nel centro rifugiati “Hermanos en el Camino” trovano cibo, cure mediche, la possibilità di lavarsi, riposarsi, informazioni riguardanti il viaggio e assistenza legale. Nel 2010 il centro ha ospitato circa 4.000 persone che si sono trattenute in media tre, quattro giorni. Il centro si mantiene grazie alla generosità di alcuni volontari e donazioni.

Padre Alejandro Solalinde in questi giorni è in Europa per cercare solidarietà e sollecitare l’interesse della comunità civile e delle istituzioni riguardo la tragica situazione dei migranti in Messico. Tra l’altro porterà la sua importante testimonianza anche al convegno “14ª Sessione del Comitato per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie”, che si terrà a Ginevra agli inizi di aprile. Nel suo viaggio ha fatto tappa in Italia per alcuni giorni a fine marzo.

 

Firenze, Palazzo Vecchio, 26 marzo 2011. Conferenza con Padre Alejandro SolalindeÈ a Firenze che Padre Alejandro Solalinde, grazie anche alla collaborazione di Amnesty International (AI) e delle Peace Brigades International (PBI), ha avuto la possibilità di un proficuo incontro con le rappresentanze delle istituzioni cittadine che hanno organizzato il 26 marzo una conferenza stampa a Palazzo Vecchio.
È seguito un incontro pubblico presso la comunità delle Piagge, grazie alla disponibilità offerta da Padre Alessandro Santoro, anche lui impegnato sulle tematiche della migrazione.

L’intervento di Padre Alejandro Solalinde alla conferenza stampa è stato molto incisivo. Ha usato parole semplici ma dirompenti. Come è dirompente la sua personalità: luminosa, gioiosa, nonostante le difficoltà di cui ogni giorno è testimone. Dirompente e sovversivo: perché sovverte gli usuali schemi mentali e dimostra come un problema sia invece uno stimolo positivo per il cambiamento, una tragedia una nuova sfida per tutti noi e l’occasione per realizzare un mondo migliore.

“Il Vangelo ci parla di paradossi – spiega Padre Solalinde – i migranti sono quei paradossi. Sono un segno dei tempi che cambiano, di una nuova epoca che sta iniziando. Apparentemente sono deboli ma hanno una forza di trasformazione forte e sovversiva. Sono poveri, apparentemente non posseggono nulla, tuttavia sono portatori di una grande ricchezza spirituale e umana, una grandezza senza paragone”.

“In un mondo che cerca la sicurezza, i migranti nell’incertezza e pericolosità del loro cammino, ci stanno dicendo che la vera sicurezza sta nella giustizia e nella dignità.
Hanno culture, religioni diverse, ma si uniscono in una sola fede, quella di un solo Dio di tutti e per tutti. In alcuni luoghi della terra si riscontra difficoltà nell’affrontare il tema della multiculturalità che viene vista come un difetto, non come una risorsa”.

 

La presidente della commissione consigliare Pace e Diritti Umani del Comune di Firenze, Susanna Agostini, consegna a Padre Alejandro Solalinde il gagliardetto con il Giglio del Comune di FirenzePadre Solalinde sembra quindi aver voluto affrontare la tragedia dei migranti in Messico per farne esempio e monito per tutti noi. “Nel loro cammino stanno condividendo le loro diverse forme del vivere, diversi costumi che non impongono, ma condividono. Nella loro semplicità, nella loro modestia apparente, sono veramente una luce per tutti noi. Alle istituzioni stanno insegnando che non sono del tutto giuste, che loro sono il miglior parametro per misurare la nostra disumanità”.

“In Messico questi fatti si vedono in trasparenza ed è evidente il grado di corruzione esistente. I migranti hanno dimostrato in questi anni, dopo tante denunce, quanto è grave l’impunità in Messico. Nonostante tutto hanno molta speranza. Sono giovani, sono donne, sono uomini che sperano in un mondo diverso”.

E Padre Alejandro Solalinde non si risparmia la critica a una parte della Chiesa cattolica di fronte a un problema così importante: “La popolazione migrante rappresenta varie chiese e gruppi religiosi, ma sta ricordando alla Chiesa cattolica che non deve essere quella che è adesso, non deve vivere come vive ora. Non deve essere un’istituzione assente e ferma, ma un’istituzione di un popolo pellegrino e migrante. Povero ma libero. Libero per amare e libero per servire. Senza pregiudizi”.

“E soprattutto i migranti hanno insegnato a tutti, a tutte le istituzioni che non eravamo preparati per un aiuto umanitario. I migranti non hanno bisogno di elemosina, ma hanno bisogno di un cambio strutturale del sistema, profondo. Dove le persone siano viste, non siano invisibili. Un sistema dove le persone non siano ignorate.

Attualmente i migranti, per molti funzionari pubblici, non sono nulla; tuttavia, nel loro piccolo, stanno generando un movimento incredibile, stanno scomodando le coscienze. Stanno mettendo in questione il sistema, non lo fanno in maniera esplicita, ma in maniera implicita”.

Padre Solalinde dice che i migranti, donne e uomini, ci stanno invitando a un cambiamento profondo: “Il cambio sostanzialmente è in due sensi. Da una parte questi dei, che hanno seminato tanta ingiustizia, come l’ingiustizia di dover uscire forzosamente dai loro Paesi di origine. Dall’altra un Dio che valorizza l’essere umano, che si occupa di tutti, specialmente dei più poveri.

Vi invito a riflettere su questi argomenti applicandoli oggi, qui. Perché non solo in Messico, in molti luoghi si è messo da parte Dio per far spazio al dio denaro. E siamo diventati materialisti, diamo troppa importanza a questa vita. Abbiamo dimenticato che la cosa più importante che dà senso al nostro essere e al nostro esistere è l’essere umano. I migranti rischiano la vita attraversando il Messico, per aiutare le proprie famiglie. Questo deve essere un invito a riflettere e cambiare molte cose”.

Padre Alejandro Solalinde, Lisa Maracani delle Peace Brigades International, Christine Weiser presidente della Sezione Italiana di Amnesty International con attiviste di AIPadre Solalinde ha poi voluto sottolineare che la disumanità che devono affrontare i migranti è ancora più grande in quanto sono le donne a essere le più discriminate.

Infine ribadisce: “I migranti, donne e uomini, ci hanno insegnato che le istituzioni, il sistema, i governi non sono stati preparati a rispettare i diritti umani. Essi spingono per cambiare le istituzioni, le leggi perché si adeguino ai diritti umani. Questa è una sfida enorme anche per la Chiesa cattolica. E questa è la sfida del governo del Messico e di tutte le istituzioni: rispettare i diritti umani”.

Padre Alejandro Solalinde più volte ha subito minacce per la sua attività in difesa dei migranti: dà molto fastidio a coloro che li vogliono usare, trafficare, ricattare. AI e BPI si sono attivate presso le autorità messicane per chiedere e garantire la sua incolumità fisica e la possibilità di portare avanti la sua opera in sicurezza.

Le parole di Padre Alejandro Solalinde, alla luce dei fatti che accadono nel Meditterraneo, acquistano un senso ancora più profondo e pongono governi, istituzioni e cittadini di fronte alle loro responsabilità e doveri nella tutela della dignità umana.
Per ulteriori informazioni:
- Appello di Amnesty International a favore di Padre Alejandro Solalinde
- Hermanos en el camino
- Peace Brigades International
- Rapporto di Amnesty International “Invisible victims, migrants on the mouve in mexico”
- Comunicato stampa Comune di Firenze
- Il film “The Invisibles” di Marc Silver & Gael Garcìa Bernal

Monica Mazzoleni (La Redazione)

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Monica Mazzoleni, classe 1966, laureata in Scienze Politiche, Metodologia per la ricerca sociale, mi occupo di piccole medie imprese presso un istituto di credito. Dal 1994 sono attivista di Amnesty International. Amo leggere e sono inguaribilmente curiosa di tutto quello che non conosco. Mi diverto a rincorrere il continuo sviluppo delle nuove tecnologie di comunicazione, in particolare i social network.

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