Riace: divieto di dimora per Mimmo Lucano

Il sindaco Mimmo Lucano è libero dagli arresti domiciliari, ma non potrà più abitare a Riace. Così questa mattina se n’è andato, trasferendosi in un centro del circondario. Il divieto di dimora è stato deciso ieri pomeriggio dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria a seguito dell’udienza che si era svolta in mattinata. «Una soluzione ancora peggiore dei domiciliari – dice sconsolato e sorpreso Lucano, arrestato il 2 ottobre per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e presunte irregolarità nell’assegnazione degli appalti per la raccolta rifiuti -. Sarò lontano dalla mia gente, dai migranti, dalla possibilità di aiutarli anche senza contributi pubblici». E suo fratello Giuseppe incalza: «È una doccia fredda. Non ne sapevamo nulla, non ce l’aspettavamo proprio. Mimmo come farà? Dove andrà a vivere? E, soprattutto, potrà comunque andare a Riace?».

No, non si potrà recare sul territorio comunale. Per farlo dovrà chiedere permesso al giudice. Il divieto di dimora è stato infatti stabilito per non consentire la reiterazione del reato.

Conosciuto per il modello di accoglienza di Riace, Mimmo Lucano è indagato, insieme ad altre 31 persone, per presunte irregolarità nella gestione del sistema di accoglienza a Riace.
A ottobre 2017 al sindaco calabrese era stato recapitato un avviso di garanzia per truffa aggravata, concussione e abuso d’ufficio. “Sono sconcertato e senza parole, ma per certi versi mi viene quasi da ridere perché non ho nessun bene nascosto. Non possiedo niente e non ho conti segreti. Allora ben vengano i controlli su di me e che siano il più approfonditi possibili”, aveva commentato allora Lucano.

Da quel momento il sistema Riace era stato passato al setaccio dagli inquirenti, ma tutte le accuse più gravi a carico di Lucano (una ventina tra cui associazione a delinquere, truffa, concussione, malversazione etc.) sono decadute.

Secondo la nota diffusa dalla procura il 2 ottobre, Lucano avrebbe organizzato un matrimonio “di comodo” tra un’immigrata nigeriana e un cittadino italiano. Alla base di questa accusa c’è un’intercettazione telefonica in cui Lucano parla della possibilità che una donna, a cui è stato negato l’asilo tre volte, sia regolarizzata attraverso il matrimonio con un abitante di Riace. Nella conversazione registrata però non emerge se il matrimonio sia stato in effetti celebrato, né se siano stati riscontrati casi simili.
L’altra accusa è l’affidamento diretto di appalti per la raccolta porta a porta e il trasporto dei rifiuti alle cooperative Eco-Riace e L’Arcobaleno dall’ottobre 2012 fino all’aprile 2016, senza che fosse indetta una gara d’appalto e senza che le due cooperative fossero iscritte nell’albo regionale come previsto.

Chi è Mimmo Lucano e cos’è il modello Riace. Fino a vent’anni fa il paesino calabrese di Riace rischiava di essere abbandonato, molte case erano diroccate e la scuola rischiava di chiudere a causa dell’emigrazione dei giovani verso il nord e il conseguente spopolamento delle aree interne italiane, ma – scrive la Bbc – “il suo destino è completamente cambiato” grazie all’idea di accogliere un certo numero di immigrati che sono stati integrati nella comunità locale.

La prima accoglienza di un gruppo di profughi è avvenuta a Riace nel luglio del 1998. Il modello di accoglienza è stato apprezzato dai riacesi, tanto che nel 2004 hanno eletto Mimmo Lucano sindaco di Riace.
Il modello Riace prevede che ai richiedenti asilo siano concesse in comodato d’uso le case abbandonate e recuperate del vecchio abitato e che i soldi dei progetti di accoglienza erogati al comune dal governo siano usati per borse lavoro e per attività commerciali gestite dagli stessi richiedenti asilo insieme ai locali.

Fonti: http://www.lastampa.it
https://www.internazionale.it

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