Ricomincia lo sciopero della fame la pilota ucraina detenuta a Mosca

-“A partire da oggi (il 16 marzo ndr) Nadezhda ha ripreso il suo sciopero della fame e chiede di essere liberata perché la detenzione è una violazione dei suoi diritti”, ha spiegato Mark Feiguin, avvocato della pilota, all’agenzia Interfax.

Nadezhda Savchenko, detenuta a Mosca con l’accusa di complicità nell’omicidio di due giornalisti russi, ha preso questa decisione dopo che il 14 e il 15 marzo i medici le avevano comunicato che, date le sue condizioni di salute estremamente critiche, il suo corpo non avrebbe retto un nuovo sciopero della fame. Ed è proprio per questo che la sua è “una scelta che è un atto di propaganda”, come affermato da Antón Tsvetkov, il capo della commissione di vigilanza per i diritti dei detenuti a Mosca. Nadezhda aveva concluso il precedente sciopero della fame, durato 48 giorni, il 6 marzo, dopo aver perso più di 20 chili.

Nadezhda Savchenko è stata eletta deputata del parlamento ucraino a ottobre come capolista del partito Patria di Iulia Timoshenko e combatteva come pilota nel battaglione di volontari pro-Kiev “Aidar”. È stata accusata dal governo di Mosca di complicità nell’omicidio di due giornalisti russi, avvenuto nel giugno scorso, per aver compiuto un volo di ricognizione, indicando così alle truppe ucraine la posizione dei giornalisti. La donna, che continua a dichiararsi innocente, ha dichiarato di essere stata rapita nella regione di Lugansk dai combattenti filorussi a inizio luglio e di essere stata trasportata illegalmente fuori dal territorio ucraino. D’altro canto, invece, il governo russo afferma che la donna avrebbe attraversato la frontiera russa senza documenti, spacciandosi per una profuga.

La liberazione della detenuta è stata chiesta a gran voce unitamente da Europa, Stati Uniti e Ucraina: Nadezhda, se dichiarata colpevole, rischia fino a 20 anni di carcere.

 

Fonti: www.corrieredellasera.it, www.rainews.it

Print Friendly, PDF & Email

No comments.

Leave a Reply