Se “comprendere è impossibile, conoscere è necessario”: l’importanza dei corsi di alfabetizzazione ai diritti

L’associazione Differenza Donna propone percorsi di “alfabetizzazione ai diritti” per donne rifugiate, richiedenti asilo, migranti e anche italiane.

Oggi, in Italia, “alfabetizzare ai diritti” coloro che sono accolte presso i centri antiviolenza, le case rifugio, le scuole di italiano per migranti, i centri Sprar e più in generale il mondo sociale e istituzionale che si impegna per l’autodeterminazione e l’inclusione socio-economica delle donne significa andare oltre a quanto “dovuto” e dare dei nomi a qualcosa di utile per rialzarsi e percorrere la strada verso la propria indipendenza.

Coloro che si ribellano alla normalizzazione della violenza di genere, hanno sì “le parole per dirlo” ma anche se lo dicono a un numero verde, alle forze dell’ordine o a un centro antiviolenza, non hanno spesso “le parole per capirlo”. Non conoscono il linguaggio e il funzionamento del mondo dei diritti di genere – o anche solo dei diritti umani, civili e del sistema di welfare che le potrebbe tutelare e sostenere nei percorsi di uscita dalla violenza.

È per questi motivi che Differenza Donna ha deciso di investire in percorsi di “alfabetizzazione ai diritti” per donne, perché se non sai cosa succederà dopo che l’hai detto – dopo che hai denunciato, formalmente o informalmente, la violenza –, non lo dici o se lo dici resti impigliata nell’attesa delle risposte di un sistema che non sai come funziona, ciò che dovrebbe essere un diritto ti viene riconosciuto come favore.

Ogni donna per essere soggetto del possibile cambiamento della sua vita ha bisogno di poter scegliere cosa fare e come farlo, di conoscere le conseguenze certe, le possibilità e i rischi che si aprono a ogni scelta. Perché siamo noi a pagarne il prezzo.

Fonti: http://www.ingenere.it

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