Siria: i crimini di guerra sono ancora impuniti

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Sette anni di conflitto in Siria, sette anni per quello che l’ONU ha definito “il peggior disastro causato dall’uomo dal 1945 in avanti”. Secondo le Nazioni Unite dal 2011 in Siria sono state uccise più di 400mila persone, circa un siriano su 100, mentre il 20% della popolazione vive come rifugiato fuori dal Paese e la metà dei cittadini rimasti in Siria ha bisogno di assistenza umanitaria. Oltre 800 operatori sanitari sono stati uccisi sin dall’inizio del conflitto.

I bambini, però, sono i più vulnerabili: Save The Children dichiara che 8,5 milioni di bambini sono ancora sotto i bombardamenti, 20mila ne sono morti e secondo Medici Senza Frontiere, circa 6 milioni di bambini adesso dipendono dall’assistenza umanitaria. L’Unicef ha rilevato che il 2016 è stato l’anno peggiore per loro: non meno di 652 bambini sono stati uccisi, segnando un 20% in più rispetto al 2015.

Crimini contro l’umanità

Oramai da anni si documentano crimini di guerra e crimini contro l’umanità perpetrati in Siria da tutte le parti coinvolte nel conflitto: esecuzioni extragiudiziali; torture e trattamenti crudeli; attacchi deliberati contro i civili, le abitazioni, le strutture sanitarie e le infrastrutture civili; attacchi indiscriminati e sproporzionati; sparizioni forzate; sterminio e cattura di ostaggi. Sia le Nazioni Unite che altre organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, hanno lavorato per documentare tali crimini e informare a proposito di essi, ma finora sono rimasti impuniti.

Amnesty International ha lanciato la campagna “Giustizia per la Siria” per chiedere ai governi di porre fine all’impunità e avviare l’accertamento delle responsabilità, sostenendo e finanziando il meccanismo di indagine approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite lo scorso dicembre, e applicando le leggi della giurisdizione universale per indagare e processare le persone coinvolte in tali crimini. “Dopo sei anni terribili, non c’è più alcuna scusa per lasciare impuniti gli orrendi crimini di diritto internazionale che vengono commessi in Siria”, ha dichiarato Samah Hadid, direttore delle campagne presso l’ufficio regionale di Amnesty International a Beirut.

A oggi, sono 147 i Paesi del mondo che possono esercitare la giurisdizione universale su uno o più crimini di diritto internazionale, tra cui i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità. Indagini su questi crimini e sui presunti responsabili sono state condotte in Siria da diversi Paesi tra cui Francia, Germania, Norvegia, Olanda, Svezia e Svizzera.

La risoluzione adottata dall’Assemblea generale nel dicembre 2016 ha dato alla popolazione siriana la speranza che la giustizia per i crimini subiti sia possibile e ha sfidato il Consiglio di sicurezza, che appare bloccato e incapace di porre fine ai crimini di diritto internazionale in Siria. Ora, per poter diventare operativo, il meccanismo approvato dall’Assemblea generale attende il necessario finanziamento e la cooperazione, altrettanto indispensabile, degli stati che hanno votato a favore.

 

Luisa Casanova Stua

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