Tensione Canada-Arabia Saudita: diritti umani al centro del dibattito

Tensione tra Ottawa e Riad. Ad innescare la disputa alcuni commenti canadesi che esprimevano preoccupazione per l’arresto di attivisti nello stato arabo.

Riad ha dichiarato lunedì, 6 agosto, l’ambasciatore del Canada «persona non gradita» e gli ha dato 24 ore di tempo per lasciare il paese. La decisione di espellere l’ambasciatore canadese, Dennis Horak, è arrivata dopo che il ministero degli Esteri canadese aveva criticato l’Arabia Saudita per aver arrestato degli attivisti per i diritti umani. Un gesto che evidenzia la nuova politica estera aggressiva del principe ereditario Mohammed bin Salman.

Il ministro ha detto che il Canada continuerà a difendere i diritti umani «e per le donne e gli uomini coraggiosi che lottano per questi diritti fondamentali in tutto il mondo». La rottura diplomatica sta aggravando un clima economico instabile per un paese, come l’Arabia Saudita, che sta cercando di rinnovare la sua economia ma ha faticato a conquistare gli investitori stranieri.

Tra le attiviste incarcerate c’è Samar Badawi, che già in passato era stata incarcerata e presa di mira dalle autorità saudite. La donna è stata più volte premiata a livello internazionale per il suo impegno ed è diventata un simbolo della lotta contro il sistema di repressione dei diritti delle donne nel regno. Samar è la sorella di Raif Badawi, blogger saudita arrestato nel 2012 per “aver insultato l’islam”, condannato a mille frustate e 10 anni di carcere, e mai rilasciato nonostante le continue campagne di pressione mondiali. L’attivista è stata arrestata assieme a Nassima al-Sadah la scorsa settimana, ultime vittime di quella che Human Rights Watch ha definito «una repressione senza precedenti del governo contro il movimento per i diritti delle donne». Gli ultimi arresti sono arrivati dopo che più di dieci militanti per i diritti delle saudite erano stati incarcerati e accusati di minare la sicurezza nazionale e di collaborare con i “nemici dello Stato”. Alcuni sono stati rilasciati.

Ad aprile, anche il premier canadese Justin Trudeau aveva espresso la sua «grave preoccupazione» per l’incarceramento di Raif Badawi. La moglie del blogger, Ensaf Haidar, ha ottenuto asilo in Canada, dove vive in Quebec con i tre figli di 14, 13 e 10 anni. L’espulsione dell’ambasciatore dall’Arabia Saudita lancia un messaggio molto chiaro agli altri governi occidentali, dice Bessma Momani, docente alla University of Waterloo: «E’ più facile tagliare i rapporti con il Canada, rispetto che con altre nazioni. Non c’è una forte relazione commerciale e colpire il governo Trudeau trova probabilmente il favore degli alleati regionali sauditi più estremisti».

Fonti: https://www.corriere.it

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