Ucraina: gli scontri non si fermano. Nuove vittime fra i civili

20140815_76602_Scontri-Ucraina---11Due morti e 15 feriti: è questo il bilancio delle vittime civili dei bombardamenti che hanno colpito Donetsk negli ultimi tre giorni. Lo fa sapere l’amministrazione cittadina della roccaforte separatista precisando che tra i morti vi è un bambino. I bombardamenti sono continuati nella notte e nelle prime ore di questa mattina. Il governo ucraino sta preparando l’evacuazione in massa dei bambini dal Donbas, l’area che include le regioni orientali e separatiste di Dontesk e Lungasnk, proprio alla luce alla luce dell’intensificarsi degli attacchi dei filorussi.

La tensione in Ucraina resta dunque altissima. Secondo un portavoce delle forze armate ucraine, nelle ultime 24 ore sette soldati di Kiev sono morti in scontri con i separatisti filorussi nelle regioni orientali. “In una sola giornata i terroristi hanno sparato contro i nostri militari e centri abitati da popolazione civile 115 volte”, ha affermato il portavoce. Gli scontri si sono intensificati negli ultimi giorni nonostante gli inutili cessate il fuoco sottoscritti a Minsk (capitale della Bielorussia) il 5 settembre e riconfermati, sempre solo sulla carta, il 9 dicembre. Sabato i separatisti hanno ucciso almeno 30 persone colpendo con salve di razzi il mercato di Mariupol, bastione di Kiev sulla costa del Mare di Azov. Per questo pesante bilancio (i feriti sono intanto saliti a 105) i governativi e le milizie secessioniste si rimpallano le accuse.

INCHIESTE: NELL’INFERNO DELL’AEROPORTO DI DONETSK
Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ha fatto sapere che presto verranno avviati dei contatti tra il governo di Kiev e i miliziani separatisti del sud-est ucraino. Lavrov ha inoltre sottolineato che Mosca farà tutto il possibile per riprendere il processo di pace, che Kiev – sempre secondo il capo della diplomazia russa – tenta di “interrompere” con “l’uso della forza”. Lavrov ha poi aggiunto che la Russia si aspetta che l’Occidente, inclusi gli Stati Uniti, fermi l’uso della forza nelle zone di conflitto da parte di Kiev.

Sul fronte separatista, come riferiscono le agenzie russe, il leader dell’autoproclamata “Repubblica” di Donetsk, Aleksander Zakharchenko, ieri ha negato l’intenzione di lanciare un attacco diretto su Mariupol, città fedele al governo di Kiev e strategica in quanto si trova sul potenziale “corridoio” che può unire il Donbass dei separatisti alla Crimea annessa dalla Russia lo scorso marzo.

La crisi ucraina è seguita con grandi apprensione dai governi europei. Secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato la necessità di “evitare una nuova escalation” del conflitto in Ucraina in una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin. La leader tedesca ha inoltre esortato la Russia a “usare insistentemente la sua influenza” sui miliziani separatisti, che nei giorni scorsi hanno annunciato una nuova offensiva. Secondo l’agenzia Interfax il Cremlino ha confermato la telefonata.

Fonti: http://www.repubblica.it/

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