Verona: per non tornare indietro sui diritti umani

In centinaia, sabato scorso, sono scesi in piazza a Verona per manifestare contro il Congresso mondiale delle famiglie (WCF). Come da un paio d’anni ormai, l’evento internazionale celebra la famiglia naturale “come sola unità stabile e fondamentale della società”. Tra le tematiche in programma per il weekend del 29-31 marzo i diritti dei bambini, l’analisi della crescita e della crisi demografica, la salute e la dignità della donna. Argomenti importanti, non suscettibili di critiche all’apparenza, ma in realtà giudicati dai più pienamente discriminatori. Donando come gadget un piccolo feto di gomma, in vero il congresso mondiale delle famiglie incrimina l’aborto e al contempo discrimina il gender, proclama unità ma semina diseguaglianza.

Un congresso “ostile ai diritti umani”, che non sembra lasciare a nessuno il potere di decidere chi essere e come essere, chi amare e come amare. Per questi motivi, associazioni e organizzazioni, gruppi e singoli provenienti da ogni parte d’Italia, si sono ritrovati a Verona sulle note, non a caso, di Viva la Libertà di Jovanotti.

Ancora una volta, lo scorso weekend è scesa in piazza l’Italia che dice NO, che è stanca e insoddisfatta di vedere, ancora oggi, i propri diritti appesi a un filo. A Verona sabato, si sono ritrovate quelle coppie che hanno avuto il coraggio di ammettere che la diversità è così bella da non poter essere passabile di critiche; si sono ritrovate quelle donne che non temono di urlare per la possibilità di decidere del proprio corpo e della propria salute; si sono ritrovate tutte quelle persone che credono nel cambiamento, che cambiamento non è per forza erroneità o negatività, ma può e deve essere progresso ed emancipazione.

WhatsApp Image 2019-03-31 at 17.01.34Tra le tante associazioni, anche Amnesty in prima fila nella battaglia per la salvaguardia dei diritti. “Dopo Milano, anche a Verona, insieme a tante altre associazioni, Amnesty ha voluto dire forte e chiaro che sui diritti non si torna indietro. A coloro che, in questi giorni, equiparano vergognosamente la richiesta di uguaglianza ad attentati ai valori tradizionali, la rivendicazione di diritti a incitamento a comportamenti contro la legge e contro la morale come nelle più bieche teocrazie, vogliamo far sapere che l’orologio della storia dei diritti, loro malgrado, andrà avanti”, ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

Una posizione chiara quella di Amnesty International, così come quella delle migliaia di persone presenti sabato a Verona. Una protesta che non lascia spazio neppure all’odio, al rancore o alla disapprovazione violenta. La voce dei diecimila di Verona grida solo libertà: “parola magica, mettila in pratica, senti che bella è, quant’è difficile”.

Rossella Savojardo

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